TESTE DI MORO

Le nostre teste di moro sono opere d'arte realizzate e decorate interamente a mano a Caltagirone, rispettando la tradizione millenaria della ceramica calatina e reinterpretandone temi e decori: porteranno il vento caldo della Sicilia nelle vostre case, qualunque sia il vostro stile, troverete la "grasta" - come vengono chiamate a Caltagirone - che fa per voi. Caltagirone viene già citata nel 1143 col nome di "Calatageron", termine sicuramente di origine araba. In riferimento alla locale lavorazione dell'argilla, che grazie all'introduzione di nuove tecniche, durante la dominazione dei mori conobbe una forte espansione, l'interpretazione più plausibile sembra essere che derivi dall'arabo Qal' at al Gharùn (rocca delle giare). Conoscete la leggenda delle teste di moro? Intorno all’anno 1100, durante la dominazione dei mori in Sicilia, nel quartiere arabo di Palermo viveva una bellissima fanciulla che trascorreva le giornate in solitudine curando le piante del suo balcone. Fu proprio mentre accudiva le sue piante che un giorno un giovane moro passando da lì la notò, ne rimase folgorato e non esitò a dichiararle immediatamente il suo amore. La siciliana, lusingata, accolse e ricambiò con passione la promessa d'amore del bel moro ma, dopo esserne stata travolta, scoprì che costui custodiva un segreto: lui l’avrebbe presto abbandonata per tornare nella sua terra in Oriente, dove lo attendevano una moglie e dei figli. Amareggiata e tradita, venne colta da un’ira vendicativa per assicurarsi che l'uomo che l'aveva ingannata e amata non potesse più abbandonarla e, non appena egli si addormentò al suo fianco, lo uccise e gli tagliò la testa, creando con essa un oggetto simile ad un vaso, al cui interno pose un germoglio di basilico. In tal modo, nonostante il terribile atto compiuto, ella perseguì il dissennato amorevole fine di continuare a prendersi cura del suo adorato. Le lacrime della ragazza bagnavano la pianta quotidianamente che divenne florida e rigogliosa destando l’invidia di tutti gli abitanti del quartiere che si fecero realizzare dei vasi di terracotta con le fattezze della testa del moro. Secondo un’altra versione della leggenda, la fanciulla siciliana sarebbe stata invece di nobili origini, e visse un amore clandestino con un giovane arabo, ma questo amore impossibile venne ben presto scoperto ed il disonorevole atto punito con la decapitazione di entrambi i giovani innamorati. La vergogna di questo amore sarebbe stata inoltre proclamata dall’affissione di entrambe le teste (tramutate per l’occasione in vasi) su una balconata. Lo scempio, esaltato da queste teste poste alla mercé dei passanti, sarebbe stato in tal modo un monito contro ogni altra possibile sconveniente passione. Per tale motivo le teste di moro verrebbero realizzate in coppia, in ricordo ed in onore dei due innamorati assassinati.